"Histoire du soldat", l'ultimo sogno di Pasolini all'Almagià

Ravenna - 11 Nov 2018
ore 21
'Histoire du soldat', l'ultimo sogno di Pasolini all'Almagià Teatro e danza

Dove

Artificerie Almagià - via dell'Almagià - Ravenna
Tel. (+39) 338.3237507
info@e-production.org

Descrizione

L’Histoire du soldat, dopo la prima nazionale che si è tenuta lo scorso venerdì 2 novembre al teatro Giuseppe Verdi di Pordenone, arriva a Ravenna nell’ambito di Fésta, a chiusura della rassegna organizzata da E-production.

La fiaba musicale di Stravinsky viene riscritta dal regista Gianni Farina a partire dal libretto originario di Charles Ferdinand Ramuz, tenendo in mente anche gli appunti di Pier Paolo Pasolini per un progetto rimasto incompiuto e che sarebbe stato destinato a diventare un film.

“L’Histoire du soldat” di Stravinskij fu dunque l’ultimo sogno cinematografico di Pasolini e proprio al suo cinema l’Histoire du soldat sembra guardare con i suoi inserti video curati dai filmmakers Davide Maldi e Micol Roubini.

Si tratta di un sogno cinematografico irrealizzato, ispirato alla fiaba del Soldato e del Diavolo musicata da Stravinsky esattamente un secolo fa, nel 1918. La messinscena vuole celebrare il centenario dell'opera originale.

L’allestimento vede la regia di Gianni Farina, che ha curato anche il libero adattamento al testo, accompagnata dall’esecuzione musicale l’Ensemble Zipangu diretto dal musicista Fabio Sperandio (violino dell’Orchestra del Comunale di Bologna e fondatore dell’Ensemble).
In scena, i due attori friulani Consuelo Battiston e Roberto Pagura, oltre a Michela Facca e Giacomo Pontremoli.

La storia del soldato racconta l’incontro tra il protagonista e il diavolo che fa di Giuseppe - inizialmente reticente - un ricco mercante. Ma in cambio di cosa? Ricchezza, agio e prestigio sono le lusinghe che seducono lo sventurato protagonista di questa fiaba.

Come Faust e altre vittime della fascinazione diabolica, anche il soldato giunge a un accordo con il re degli inganni. Quale contratto firma il povero soldato? Per cosa cede il suo violino e la sua anima? Un contratto equivoco e astuto, pieno di postille e note ai margini, un contratto che genera quella mutazione antropologica che Pasolini, tra i primi, mise in luce.

redazione Ravenna eventi

Dettagli

ingresso 10 euro
prenotazione fortemente consigliata:
info@e-production.org
338.3237507

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