"La dama del settecentenario", Nello Agusani presenta il suo romanzo poliziesco

17 Set 2020
ore 20.30
'La dama del settecentenario', Nello Agusani presenta il suo romanzo poliziesco Arte e Cultura

Dove

Giardino dei Partigiani - Piangipane

Descrizione

Nello Agusani presenta il suo romanzo poliziesco "La dama del settecentenario", freschissimo di stampa per le Edizioni del Girasole, che vuole inserirsi, a suo modo, nel settecentenario della morte di Dante.
Il volume è il numero 3 della collana dantesca "Fuori dalla selva" e reca una introduzione di Luciano Fuschini e una postfazione di Ivan Simonini.

Introdurrà Luciano Fuschini. Parteciperà l'attore Franco Costantini che interpreterà alcuni passi del libro. Sarà presente l'Autore.

Al centro del romanzo l'operazione DA.MA. (Dante e Maometto) condotta dal Commissario Matteucci, tornato a Ravenna per la minaccia di attentato alla Tomba di Dante e coinvolge la condanna di Maometto da parte del sommo vate, di cui al canto XXVIII dell'Inferno. In pratica è un poliziesco colto, rivolto sia agli appassionati del giallo sia agli amanti di Dante, e si collega a un fatto veramente accaduto a Ravenna nel 1989.

Con queste problematiche, e con l'assassinio di un docente islamico, deve districarsi il commissario Matteucci, quello di "Doppio delitto alla Bassona", ora vice questore. E la Dama cosa c'entra? Lo si scoprirà man mano che si procede nella lettura.
L'editore paragona questo libro a "un panino di saggistica dantesca sontuosamente farcito di narrativa poliziesca, rivolto agli amanti di Dante e del giallo".

Per Fuschini "importa rilevare il differente giudizio che Dante dà di Maometto da una parte e dell’Islam dall’altra. Al Profeta dei musulmani è riservata una sorte orrenda, tale da indurre nel lettore disgusto più che rispetto per una grande figura storica.
Se di Maometto si può dire che esce molto male dalle pagine del poema dantesco, non altrettanto si può dire dell’Islam: fra i grandi saggi del Limbo dantesco figurano Saladino, Avicenna, Averroé, che fece conoscere Aristotele agli intellettuali del medioevo cristiano. Del resto il Corano, pur negando a Gesù una natura divina, lo esalta come uno dei più grandi Profeti di Allah e anche per i musulmani la nascita di Gesù da Maria Vergine è un dogma indiscutibile".

"Il peso della cultura araba - spiega Simonini - sulla cultura europea ha il suo simbolo in Nasìr ad-Din at-Tusi (XIII secolo), poeta e filosofo, medico e chimico, matematico, astronomo e giurista. Nell'epoca aurea della civiltà islamica medievale, Nasìr intuisce molte teorie poi dimostrate da Copernico (mobilità della Terra), Galileo (Via Lattea), Darwin (evoluzione della specie), Einstein (linea curva).
Quanto a Dante, qualche pregiudizio su Maometto ce l’ha, ma non ha certo pregiudizi sulla cultura araba: la studia, l'apprezza e l'assimila fino a trasformarla in architettonica cornice astrale e quindi in colonna portante del suo Poema".

redazione Ravenna eventi

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