Nell'Eternità del Provvisorio di Jonathan VanDyke
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Torna Spazio Neutro, progetto curato da Giorgia Salerno, conservatrice del museo, che offre al pubblico una prospettiva inedita sulla comprensione dell'arte contemporanea con particolare attenzione alle dinamiche relazionali.
Giunto al suo terzo appuntamento, il programma ospita l’artista Jonathan VanDyke con Nell’Eternità del Provvisorio / In the Eternity of the Temporary.
L’artista e performer americano si ispira ai mosaici ravennati, in particolare a quelli di San Vitale, per dar vita a un ambiente modulare in cui le tessere si trasformano in trame di tessuto dipinto e l’elemento decorativo diventa strumento di contemplazione per il visitatore.
La trama emerge da un meticoloso assemblaggio di stoffe tagliate, cucite, ricamate e dipinte – provenienti da abiti indossati da amici e familiari - evocando, attraverso un medium differente, la paziente e precisa costruzione del mosaico.
La lentezza del processo creativo si contrappone alla rapidità del nostro tempo, in cui tutto scorre senza lasciare il tempo di essere compreso; nel frammento, elemento essenziale della composizione, affiora così “l’eternità del provvisorio”, per citare la poetessa femminista Armanda Guiducci (1923-1992). La persistenza della tessera musiva, radicata nella tradizione e nel passato, si rinnova nella sapiente ricomposizione dell’artista, dove la rete familiare si espande attraverso i tessuti, generando nuovi intrecci e nuove architetture.
Completano l’installazione i costumi, realizzati per l’occasione e messi a disposizione del pubblico, che può così fare un’esperienza diretta dell’opera; ogni visitatore, infatti, invitato ad indossare ‘nuove vesti, diviene parte integrante della composizione, contribuendo a rivelare il dialogo continuo tra intelletto, gesto e fruizione artistica.
La ricerca di VanDyke si muove su più registri sottraendosi a definizioni e categorie, per spaziare dalla performance alla pittura, affermando la libertà dei suoi linguaggi.
Il 6 dicembre, in occasione dell’opening della mostra e il 31 gennaio dalle ore 18:30 alle ore 21:30 si svolgerà una performance di Jonathan VanDyke in collaborazione con due Saba Shabbir and Fred Brown.
La performance Attorno a questo mio corpo / Around This Body of Mine — che richiama un verso della poetessa Amelia Rosselli (Parigi 1930 – Roma 1996) — indaga il rapporto tra corpi e spazi, insieme alle dinamiche di dominio, controllo e sottomissione che spesso lo attraversano. Il progetto è realizzato in collaborazione con 1/9unosunove arte contemporanea.