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Musica
Tutta la vita in un concerto: Stefano Bollani porta sul palco le “All Stars” del jazz italiano

Tutta la vita in un concerto: Stefano Bollani porta sul palco le “All Stars” del jazz italiano

Quando
06 Giu 2026
Orario

alle 21

Dove
Ravenna - Rocca Brancaleone - Via Rocca Brancaleone
Descrizione

«Quando ci ricapita?». Se lo chiede Stefano Bollani a un certo punto del film, quando è sul palco insieme agli amici di una vita a fare quello che tutti amano di più: suonare insieme.
E mentre se lo domanda in scena, lo chiede anche ai compagni e al pubblico del concerto, perché in effetti, il senso ultimo del jazz sta proprio lì: ritrovarsi insieme ma non troppo spesso, nell’altalena esistenziale di vite e di carriere frenetiche, che portano continuamente altrove ma forse lo fanno al solo scopo di permettere di accumulare esperienze, saperi e prospettive.
E fare in modo che, al prossimo incontro, ci si riconosca subito: maturati, felici di rivedersi e sempre di più “noi stessi”, a condividere una lingua che unisce e unirà sempre.

È una retorica divertita e prosaica, fuggevole ma concretissima, quella che percorre Tutta Vita, il film che documenta la residenza musicale con la quale Stefano Bollani ha radunato attorno a sé i grandi protagonisti del jazz tricolore, immersi per una settimana in un clima di festoso fervore creativo, senza compromessi con i tempi del vivere quotidiano.
Non è un caso che il pianista e divulgatore italiano che è riuscito nell’impresa di riportate il jazz alla tv nazionale abbia voluto al suo fianco, per questo progetto, la compagna Valentina Cenni – che firma la regia – e la figlia Frida, i punti fermi di una vita che, come vuole la pratica del jazz, è fatta soprattutto di viaggi, azzardi, epifanie e incontri estemporanei.

La vita di un jazzista somiglia, inevitabilmente, alla musica che suona. Una musica che, a sua volta, a forza di affinarsi finisce per confondersi col suono che accompagna la vita: quello delle città e delle parole, che trasformano ritmi e melodie in fitti scambi di idee, umori e intese. Assecondando un brio miracolato, che in genere vive il tempo di un incontro ma che si può pensare di riproporre in scena, prendendo il toro per le corna, come nella più frontale delle sfide.

Ecco quindi il senso del riportare tutti sullo stesso palco i trombettisti Enrico Rava e Paolo Fresu, il sassofonista Daniele Sepe, il fisarmonicista Antonello Salis, il contrabbassista Ares Tavolazzi e il batterista Roberto Gatto, affiancati da tre giovani talenti come i chitarristi Matteo Mancuso e Christian Mascetta e la stessa Frida Bollani Magoni, pianista e cantante. L’obiettivo è ricreare, nel contesto inevitabilmente più formale di un concerto, lo stesso clima effervescente che per una settimana ha travolto casa Bollani, trasformandola in laboratorio creativo sempre aperto tra le cene, le bevute, le gite al supermarket, le notti in cui non vuoi andare a dormire e le session musicali che prendono vita in un tempo sospeso, tra l’aperitivo e la colazione.

Il jazz si manifesta come linguaggio istintuale ma nasce dalla condivisione di regole, repertori, passioni e ironie comuni. E quando si decide di celebrarlo, come fanno Stefani Bollani e le sue “All Stars”, lo si fa per un bene più alto: l’amicizia, perché questa musica, per la sua natura e la sua storia, è da sempre un’espressione spiritualmente collettiva, che, al tempo stesso, permette alle individualità che vi si cimentano di trovare ciascuna la propria voce.

di Gilberto Monaco

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