Colori e sapori nelle ceramiche di Sante Ghinassi
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dalle 20 alle 22.30
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Prosegue anche questo week end la mostra, oltre 50 dipinti in ceramica, del pittore ravennate Sante Ghinassi (1924 - 2000), esposti per la prima volta alla Galleria FaroArte.
Ghinassi fu allievo di Luigi Varoli di Cotignola; fattosi esperto nell'arte del dipingere, si è poi dedicato definitivamente alla pittura in ceramica, specializzandosi nel ritratto, nelle figure umane e nelle nature morte, ma anche nelle scene a rappresentazioni sacre. Le sue opere ricordano la raffinatezza degli antichi maestri del Rinascimento.
Sulle “nature morte” si è concentrata l'attenzione dei curatori della mostra e del catalogo - Claudio Beltrani, Emanuele Ghinassi, Enrico Ghinassi e Oscar Manzelli - con oltre 70 illustrazioni a colori, per ricordare contemporaneamente che nel dicembre scorso la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità Unesco.
Questa mostra, infatti, è dedicata alle nonne, madri, sorelle e mogli. A tutte le donne che, tra mani infarinate, pentole sul fuoco e tovaglie stese, hanno trasformato la cucina di casa in un atto d’amore e di memoria collettiva.
Custodi silenziose di ricette tramandate a voce, hanno reso il cibo un linguaggio, la tavola un luogo di appartenenza, e ogni piatto un frammento della nostra identità. A loro, che hanno nutrito generazioni non solo di pane, ma di storia, cura e radici.
Un ringraziamento anche alle ostesse, spesso dimenticate nelle loro cucine, che si sono fatte interpreti di una tradizione popolare che tuttora riconosciamo per la sua autenticità.
E poi un pensiero anche a tutte le donne che, con il loro lavoro nei campi e nelle vigne, continuano a far gustare quel cibo buono, pulito e giusto che si vorrebbe sempre sulle tavole.
Per tutto questo i volontari di Slow Food Ravenna Aps desiderano dedicare la mostra anche al loro fondatore, recentemente scomparso, Carlo Petrini.
Il catalogo della mostra, 80 pagine, è edito da Capit Edizioni Ravenna e stampato da Filograf Arti Grafiche Forlì ed è disponibile in mostra, e comprende, tra gli altri, testi di Natalino Guerra, Alberto Mingotti, Ezio Raimondi e Vittorio Sgarbi.